Giorni 24-53: Koh Phangan. Samma Karuna, a month later. A few random notes.

Sono passate quattro settimane da quando ho iniziato il mio percorso qui a Samma Karuna. Quattro settimane che mi hanno cambiato più di ogni altro viaggio che abbia fatto. É un luogo potente questo. Basta avere il coraggio di lasciare le certezze cui siamo legati, e aprire l’anima e la mente alla luce che si respira qui. Poi niente è più come prima. La prospettiva con cui si percepisce la realtà cambia drasticamente. E non vuoi più tornare indietro: questo è l’awakening. Adesso mi sento veramente risvegliato, nel senso che mi chiedo come ho fatto a vivere senza quella luce fino ad adesso.
Non ho avuto tempo per scrivere in questo mese, ma ho preso qualche appunto sparso, che voglio condividere.
Sono così tante e profonde le cose che si capiscono qui che l’unico modo per assorbirle è vivere questa esperienza di persona. Vorrei che chiunque avesse la possibilità di fare questo percorso, mi sembra così importante.

Blackened
Pensavo di non riuscirci, che fosse una cosa che richiede tempo e fatica, che non fosse una cosa per me. E che quelli che ci riescono in fondo si vogliono un po’ auto-convincere.
Invece è capitato. Forse per caso, forse non ci riuscirò di nuovo. Ma stasera, per un tempo che mi è sembrato lungo, in quel luogo ci sono stato. Non so bene neanche come ci sono entrato. Ogni pensiero si è dissolto. Ho seduto nel vuoto assoluto, nel silenzio, nell’assenza di percezioni. Niente immagini, colori, rumori, nessun peso, nessuna tensione. Resta solo un senso di calma e di pace, che ti accompagna anche dopo la meditazione. Chi lo ha provato non aspetta altro che tornarci, ma chi è “illuminato” in quel luogo ci vive ogni secondo della propria vita.

Angel’s walk
Ogni volta che provo una nuova attività qui a Samma Karuna, mi convinco che quest’ultima è la migliore in assoluto, la più intensa, la più coinvolgente, la più efficace. In realtà sono tutte complementari l’una con l’altra. Ma quando stasera è finita la “Camminata degli angeli” ho pensato che fosse stata davvero la più emozionante di tutte.
Ci si dispone su due file, creando un corridoio. A un estremo c’è Linda che da dietro ti sussurra nell’orecchio le tue qualità più belle, che ti rendono unico. Ha la capacità di vedere le parti migliori di te e di farti sentire speciale. A occhi chiusi si percorre il corridoio. Le mani ti sfiorano il viso, i capelli, le spalle, il petto, le braccia. Ti accarezzano con amore incondizionato, come se fossi la cosa più bella e preziosa del mondo, senza aspettarsi niente in cambio. Chi ti conosce ti regala belle parole, ma solo se sente di dirle, non c’è alcun obbligo. Alla fine del percorso ti aspetta Ishy che ti stringe fra le sue braccia, un abbraccio lungo senza fretta. Poi gli altri si avvicinano e sei avvolto dagli abbracci.
Perché lo si fa? Perché è bello regalare amore e sentirsi amati. E se gli altri li conosciamo appena, ancora meglio, è amore incondizionato.

All you have is a gift
Una decina d’anni fa Ishy era cintura nera di taekwondo. Era la sua vita, si allenava ogni giorno. Aveva aperto anche due società di informatica e stava per aprirne una terza. Si dedicava anima e corpo al suo lavoro, agli obiettivi che si era prefissato di raggiungere. Avere successo era ciò che gli era stato insegnato, non accontentarsi, volere di più e il meglio. E stava avendo il successo che si era conquistato.
Un giorno durante un combattimento si rompe un disco vertebrale. Si reca nel miglior ospedale di Buenos Aires, i soldi non sono un problema. I medici gli dicono che è molto grave, che gli occorreranno mesi di immobilità e altrettanti di riabilitazione e che comunque non tornerà mai come prima. Si può scordare il taekwondo. Prende una stanza in un hotel di lusso vicino all’ospedale e si mette a letto con dolori insopportabili, lui che il dolore aveva imparato a sopportarlo con la disciplina marziale. Ma quel dolore lo tormenta.
Il giorno successivo riceve una telefonata da un amministratore di una delle due società. Dei ladri sono entrati nella notte e hanno lasciato solo un paio di mouse. Non può star accadendo a lui, in pochi giorni ha perso tutto ciò che aveva nella vita.
Disperato, accende la TV, mette un programma di cartoni animati e ci si immerge per dimenticare il dolore e il fallimento. In quel momento quel cartone animato è tutto per lui, diventa un mondo nel quale rifugiarsi. Pochi istanti dopo la TV si guasta. Perde anche quel poco che gli era rimasto.
In quel momento capisce.

Tutto ciò che abbiamo non lo abbiamo perché ce lo siamo guadagnato lavorando sodo. Non ce lo meritiamo solo perché ci siamo impegnati con tutte le nostre forze per averlo. Niente ci spetta di diritto. Tutto ciò che abbiamo è un dono e ci può esser portato via in qualsiasi momento. Dobbiamo essere grati per tutto ciò che abbiamo adesso, apprezzare ciò che ci è stato regalato nella nostra vita, per poco o tanto che sia. Svegliarsi ed essere felici di essere vivi e in salute, per tutte le esperienze che abbiamo vissuto, di avere delle persone che ci amano. Essere grati di avere un posto dove tornare la sera oppure di poter viaggiare. Apprezzare ogni singolo istante della nostra vita per come è, senza volerlo cambiare. Ci poniamo degli obiettivi e vogliamo sempre di più solo perché la società ci fa sentire incompleti o, peggio falliti, se non li raggiungiamo. Lavoriamo sodo, ci sacrifichiamo tutto l’anno, releghiamo il piacere al weekend o alle vacanze, tutto perché ci è stato insegnato che per avere qualcosa bisogna guadagnarselo. E la vita ci passa di fronte senza assaporarne ogni suo istante, senza che ce ne rendiamo conto.
Desiderare il successo è una droga che per molti può essere appagante, ma alla lunga rischia di avvelenarci. Sia che lo otteniamo o no.
Tutto ciò di cui abbiamo bisogno, già ce l’abbiamo.

Live your death through
Avete mai provato a mettere in fila tutti i momenti belli che avere vissuto? A partire da quando eravate piccoli fino a oggi e vederli come in film. Sono tanti se ci pensate. Realizziamo quanto è stata bella la nostra vita, l’apprezziamo e ne siamo appagati. Di cos’altro abbiamo bisogno?
Siamo così felici di ciò che abbiamo e abbiamo avuto che siamo pronti ad accettare la morte pacificamente.
Questo è un po’ il significato del Samsati, o meditazione della morte. Siamo grati di ciò che abbiamo, lasciamo andare tutto ciò a cui siamo affezionati, senza rimorso, moriamo. Torniamo all’origine di ogni cosa, siamo soltanto energia, siamo un tutt’uno con l’energia dell’universo e di ogni altro essere, danziamo con le stelle. Poi ci viene data una seconda possibilità. Rinasciamo in una nuova vita, consapevole, pura, libera dai condizionamenti, senza aspettative. Ci svegliamo e siamo felici di questa nuova opportunità, pronti a vivere ogni momento presenti a noi stessi. Qualunque cosa accada saremo riconoscenti di poterla vivere.

Fancy a bottle?
Oggi è il giorno di riposo a Samma Karuna e lo voglio passare in spiaggia. É dalla settimana scorsa che ho in mente di andare a Bottle Beach. Prima penso di andarci in autostop, poi appare Barbara, la nuova volontaria, con lo scooter che ha appena noleggiato. Per lei va bene vedere una spiaggia nuova. Prendiamo cartina, sarong e occhiali da sole e dopo aver sbagliato strada un paio di volte raggiungiamo Haad Khom, la spiaggia più vicina a Bottle Beach. Qui la strada si interrompe e si può continuare a piedi con un trekking di un’ora, oppure prendere un taxi boat per 100 baht. Dato che ormai non è più tanto presto, scegliamo di prendere la barca all’andata e camminare al ritorno, con il fresco del tramonto.
La spiaggia è simile a quella che ho visitato la scorsa settimana, Haad Than Sadet, una baia raccolta, sabbia fine, palme che la incorniciano. Ma i bungalow qui sono più discreti, immersi nella vegetazione. Due ragazze tedesche mi dicono che qui si sta da favola, specialmente la sera e la mattina, quando in tutta la spiaggia ci saranno si e no 5-6 persone. Magari prima di lasciare Ko Phangan spenderò qui una notte.
Al ritorno imbocchiamo il sentiero e lo si riconosce perché è segnato da centinaia di bottiglie, da cui prende il nome la spiaggia. Niente in confronto alla fatica fatta per arrivare in cima al Khao Ra!
Arrivati a Haad Khom risaliamo sullo scooter e ci mettiamo sulla strada di casa. Non abbiamo fatto nemmeno un chilometro che il motore da un paio di singhiozzi e si ferma.
L’indicatore della benzina non ha mai funzionato, e Barbara ha fatto male i conti col serbatoio. Siamo lontani dal primo paese e ormai è buio, non c’è più nessuno che vada o torni dalla spiaggia. Non resta che una soluzione: spingere. Mi tornano in mente le varie avventure con la Vespa, fermi nel mezzo al niente senza miscela e senza nessuno che ci aiutasse. Ma in qualche modo abbiamo sempre risolto. E anche stavolta, dopo un’interminabile salita, arriva la salvezza. Un banchetto di fronte a una locanda vende benzina in bottiglia. É uno di quei momenti in cui sei felice di trovati in quella parte del mondo dove tutto non è efficiente e standardizzato. Qui la benzina la trovi un po’ ovunque, dentro alle bottiglie di rhum, dai ristoranti alle farmacie.
Dopo una giornata a Bottle Beach non poteva esserci modo più appropriato di fare rifornimento!

The most important person of your life is You
Se un’anziana sul pullman è in piedi e tu sei seduto, ma quel giorno sei stanco o semplicemente non ti senti di lasciarle il posto, allora lascia che resti in piedi. Qualcun altro si alzerà. Oppure no. Ma in ogni caso non fare ciò che non senti. Se però senti dal cuore di cederle il posto allora devi farlo, ne sarete entrambi felici.
Non mentire a te stesso. Amati e prenditi cura di te stesso prima di ogni altra persona. Non si tratta di essere egoisti, tutt’altro. Si tratta di essere onesti con noi stessi, e amarci per come siamo. Solo così potremo amare sinceramente gli altri e prendercene cura.
Tu sei la persona più importante della tua vita.

Panta rei
Un re è profondamente scontento della sua vita. Passa un giorno felice e uno triste, da sempre. Ha provato centinaia di cure per la sua infelicità e ha visto centinaia di esperti, ma nessuno è mai riuscito a renderlo perennemente felice. Un giorno uno straniero arriva nel regno e venendo a conoscenza del problema del re, chiede la sua udienza, perché sa come curarlo. Il re è scettico ma accetta ugualmente, non ha più niente da perdere. Lo straniero regala al re un anello. Non è di valore e non ha alcun potere, ma sul bordo reca una scritta. Il re lo deve guardare ogni volta che è felice e ogni volta che è triste. La scritta dice: “Anche questo passerà”.

The shortest run
Parto la mattina alle 4 col motorino. É l’unica volta in cui sento freddo in Tailandia. Alle 5 mi imbarco sul traghetto per Surat Thani, euro 0. Sbarco 3 ore dopo e mi aspetta un minivan di quelli che usano i rumeni per portare le badanti in Italia (senza offesa, è giusto per capirsi). La scritta dice Visarun service. Ce ne sono un’altra decina uguali. I viaggi della speranza per i visti sembrano abbastanza popolari. 4 ore dopo arrivo alla frontiera con la Malesia, trascurando la breve sosta per pisciare nel bar del cognato dell’autista. Faccio la fila. Mi mettono un timbro sul passaporto. Cammino 30 metri. Faccio un’altra fila e mi mettono un altro timbro, sono in Malesia. Faccio un passo allo sportello accanto. Mi mettono un timbro. Esco dalla Malesia. Non é che sia durato tanto questo viaggio in Malesia. Faccio un’altra fila, un altro timbro e risono in Tailandia con un nuovo visto di 30 giorni. E mi va bene perché a quanto pare l’Italia è un paese potente, insieme ad altri 6 o 7, sennò mi davano 15 giorni soli. Rifaccio il viaggio all’indietro. 17 ore in tutto.
Verrebbe da chiedersi perché ogni giorno centinaia di turisti sono obbligati a farsi questa trafila senza senso. Ma la risposta è che non c’è un perché, è così e basta.

Your virtue is your enemy
Tutti abbiamo un’immagine di noi stessi che ci siamo creati.
Siamo responsabili, intelligenti, simpatici, brillanti, generosi, compassionevoli e mille altre qualità ci contraddistinguono. Ogni volta che ci comportiamo secondo tale immagine non facciamo che rafforzarla, ogni volta che qualcuno si complimenta con noi (sul lavoro, tra amici, nella coppia) per le nostre qualità non fa altro che lucidare tale immagine che abbiamo.
Quando vediamo qualcuno comportarsi all’opposto di come faremmo capita che ci infastidisca, ci renda nervosi o addirittura ci porti a scontrarci con quella persona, così irresponsabile, stupida, antipatica… Quella persona rappresenta le caratteristiche che non accettiamo di noi stessi, che escono dall’immagine che custodiamo gelosamente. Succede così che ci identifichiamo con tali virtù, di veniamo le nostre qualità. Tanto che possono diventare i nostri peggiori nemici.
Quella persona ci sta solo mostrando uno specchio dove vediamo riflessa la nostra immagine lustra come non mai.
Ci accetteremmo e ameremmo noi stessi ugualmente se fossimo all’opposto di come siamo? Quando smettiamo di identificarci con le nostre qualità iniziamo ad amarci per come siamo e ad amare gli altri per come sono. Accettando di poter essere, a volte, o anche spesso, irresponsabili, scemotti, antipatici, arroganti. E amandoci lo stesso. É allora che lo specchio si infrange e restiamo nudi di fronte alla realtà, con i nostri pregi e i nostri difetti, amandoci per belli e perfetti quali siamo, senza dover cambiare una virgola né in noi né negli altri.

It is as it is
La realtà in cui vive non ti piace, ti fa soffrire? Tutto sembra contro di te? Ti capitano solo cose brutte?
Spiacente, la soluzione non c’è. E il motivo è che il problema non c’è.
La realtà è così come è, non come vorremmo che fosse. E prima lo accetti, amico, prima smetti di soffrire. Non ci sono fatti brutti o belli, ci sono solo fatti. Sta a noi decidere come viverli. Possiamo scegliere di farci prendere il controllo dalle emozioni e vivere nella rabbia, nella frustrazione, nella infelicità. Oppure no. In fondo, gli unici responsabili delle nostre emozioni siamo noi stessi.
Qualcuno ti offende mentre guidiamo nel traffico? Vedilo come un regalo che ti sta facendo: puoi decidere di riceverlo o rifiutarlo. Se lo ricevi e ti lasci prendere dalla rabbia scegli di soffrire. Ne vale la pena? Nel mondo ci saranno sempre persone che ti offendono, che si comportano in modo arrogante, che commettono “ingiustizie”. Vuoi scegliere di combattete contro ciascuna di queste? Fai pure. Ma se il viaggio che intraprendi ti provoca più sofferenza che serenità, scegli di vivere nell’infelicità.
Oppure puoi vedere la sensazione negativa che si sta avvicinando e lasciarla passare senza afferrarla, senza che si trasformi in emozione e prenda il controllo.
Si noti bene, questo non vuol dire restare inermi di fronte a un’ingiustizia. Un’azione a volte è necessaria per prevenire sofferenze a noi o ad altri. La differenza sta nell’agire invece che reagire, senza farsi dominare dall’emozione.
Sembra difficile? Sì in effetti può esserlo, se il nostro cervello è stato abituato a seguire lo stesso schema per anni. La strada più diretta e sicura è quella della meditazione. Potrà volerci del tempo ma, di nuovo, prima si comincia ad accettare la realtà per come è, prima ci si libera dalla sofferenza.

You are special
Un uomo ha una scarsa autostima, nessuno riconosce il suo valore per quanto si impegni in ogni cosa che fa. Decide di andare a trovare il maestro dei saggi, al castello, per chiedere consiglio. Il saggio adesso non ha tempo per risolvere i suoi problemi, ha molti impegni. Ma se l’uomo lo aiuterà a svolgere le sue commissioni, dopo vedrà cosa può fare per lui. L’uomo è di buon cuore e accetta. Il maestro gli dà un anello e gli chiede di venderlo per lui al mercato ma di non accettare meno di una moneta d’oro. L’uomo si reca da molti mercanti ma tutti offrono meno di ciò che si aspetta. Sconsolato torna al castello. Il saggio gli dice allora di andare da un gioielliere esperto, per scoprire il vero valore dell’anello. L’uomo si reca dal gioielliere e questi, dopo aver esaminato l’anello gli offre subito 50 monete d’oro poiché si tratta di un pezzo unico. L’uomo corre al castello soddisfatto di se stesso e consegna l’oro al maestro. Vedi, gli dice quello, non tutti sanno apprezzare il nostro valore, ma ognuno di noi è un pezzo unico, di valore inestimabile.

The power of Present Moment
Avete mai fatto caso ai vostri pensieri? Quelli involontari, intendo. In ogni momento della giornata il nostro cervello pensa. Cosa pensa? Per la maggior parte è spazzatura. Pensieri inutili, cose che già hai pensato centinaia di volte: cosa mangerai fra un’ora, cosa hai fatto un’ora fa, cosa devi dire a quella persona… C’è come una voce che ci parla in continuazione.
I pensieri freschi, nuovi, sono pochissimi, si stima meno del 10%. Mentre pensiamo a tutta questa spazzatura compiamo delle azioni senza porre l’attenzione a ciò che stiamo facendo. Siamo scollegati dal momento presente. Siamo schiavi dei nostri stessi pensieri: la mente ci porta a spasso al guinzaglio, ci fa vedere un osso e noi subito le corriamo dietro.
Quando si riesce a fare silenzio nella mente si riesce ad apprezzare la realtà che ci circonda. Ci si connette con la realtà e la si vede con oggettività, per come realmente è, senza il filtro di pensieri ed emozioni. Si cammina per il gusto di camminare, di guardarsi intorno, sentire gli odori, i rumori. Ci si rende conto di quanto siamo fortunati a poter camminare su questa terra.
Non sto più pensando a quello che accadrà o potrebbe accadere nel breve futuro, sono completamente immerso nel presente e me lo sto godendo totalmente. Qualsiasi cosa faccia. Fosse anche solo respirare. Assaporare il piacere dell’aria che entra ed esce. Ho il controllo sui miei pensieri, sulla mia mente, non mi lascio dominare. Se un pensiero mi si avvicina lo vedo scorrere davanti a me come una nuvola, senza prenderlo.
Vivo nella realtà e mi sento parte di essa, un tutt’uno con ciò che mi circonda. Non esisto più solo io con i miei problemi quotidiani, faccio parte di un universo più grande di me. Mi libero dalla paura, dal rimorso, dal risentimento, dalla rabbia. E vivo ogni istante della mia vita, godendomelo.

Investing? No, thanks. Better Carpe Diem
Sacrificati oggi, perché poi verrà qualcosa di più grande in futuro. Fai un lavoro che non ti piace, sono solo pochi anni della tua vita, poi ti godrai i frutti. Sopporta il tuo partner, anche se è all’opposto di come vorresti perché un giorno cambierà. Compiaci gli altri, realizza le loro aspettative, perché é per il tuo bene. Rinuncia al piacere, al divertimento, quelle sono cose per ragazzini, la vita è sacrificio. Fallo, perché così ti hanno insegnato. Fai tutto ciò e la vita ti passerà di fronte senza che tu la viva. E non ne avrai un’altra per rimediare.
Investire in qualcosa o in qualcuno significa trascurare il momento presente in vista di un ipotetico futuro che non sai se avverrà, quando avverrà e come sarà. L’unica certezza che abbiamo è il presente, reale e oggettivo come è. Siamo noi a scegliere se fare della nostra vita una croce da portare o un’esperienza magica. Almeno, quasi sempre. A volte davvero la vita ti lascia poche possibilità di scelta, e sto pensando a situazioni tragiche. Ma, siamo onesti, la maggior parte di noi è fortunata e non ce ne rendiamo conto. Quindi, almeno che tu non sia ammalato, non abbia di che mangiare e un posto dove dormire, smetti di lamentarti. Goditi il dono della vita, sii grato, sorridi, guardati intorno e giosci per quello che hai, adesso, non domani.