Lasciamo il villaggio di Sonkamuotka, con le sue casette di legno verniciato e le tendine ricamate alle finestre. Facciamo una sosta per visitare un allevamento di Husky, conosciuto tramite Couchsurfing.
Hanno un aspetto abbastanza esile, ma Kit, un volontario, ci spiega che hanno un’enorme forza e resistenza. E ce lo dimostra porgendoci il guinzaglio. In un attimo veniamo trascinati via!
Salutiamo i ragazzi e proseguiamo verso il confine con la Norvegia. Il freddo è estremo, siamo scossi dai brividi. Un incontro inatteso ci risveglia dal torpore: un branco di renne attraversa la strada.
Attraversiamo gole di roccia e torrenti glaciali, il paesaggio è unico.
La tanica da 4 litri con cui ci siamo premuniti ci torna utile in questa zona remota, senza distributori.
Con grande ritardo arriviamo a casa di Julian, il Couchsurfer di Alta, alle 23. Fuori casa i due camper Volkswagen pieni di adesivi ci anticipano il suo carattere espansivo e avventuroso.
La meta è sempre più vicina.






Mi era già successo in passato, leggendo e rileggendo i diari del tuo viaggio dalle Canarie alla Terra del Fuoco. Dopo 10 mesi che non ti vedevo, avesti un pensiero bellissimo nell’ inviarmi quei quaderni logori, che sapevano di terre lontane, di gente semplice che ti apriva la sua casa e ti regalava pezzi della sua vita.Quei quaderni consunti, che avrò riletto centinai di volte, portavano anche i segni indelebili delle onde dell’ Atlantico che doveva averli bagnati mentre scrivevi sul ponte di quella barca a vela che ti portava alla Martinica e che, solo allo scopo di esorcizzare la mia forte apprensione, chiamavo “quel guscio di noce in mezzo all’ Oceano”.
E mi succede anche ora , leggendo i racconti della tua nuova avventura. La passione e il trasporto con cui descrivi le tue esperienze, a cui ti doni interamente, senza riserve, come solo succede a chi ha un cuore generoso come il tuo, mi regala l’ emozione in diretta delle tue stesse emozioni. Come se per una straordinaria forza attrattiva venissi sbalzata via dalla comoda poltrona dello studio fin sulla sella della tua vespa inzuppa d’ acqua. E sento profondamente quanta forza d’ animo e di testa ci metti per contrastare il vento e il gelo che ti paralizzano le mani, per superare la stanchezza e il disagio fisico che farebbero abbandonare l’ impresa a chiunque. Conosco il significato profondo che ha per te affrontare queste sfide con gli elementi scatenati di quella natura che tanto ami. Così, hai forgiato il tuo carattere rendendolo audace e forte, che non ti fa fermare di fronte a nessun ostacolo, così hai messo a punto quell’ ostinata determinazione nel realizzare ciò che veramente vuoi, ma anche la responsabilità di portare sempre a termine e anche a costo di grossi sacrifici quello che ti sei prefissato.
……Solo persone limitate non sanno dare una spiegazione a tutto questo.
Solo persone che, vivendo povere vite vuote di emozioni e d’ amore, dietro false apparenze di invitanti briluccichii capaci di attrarre solo gazze ladre, avendo ormai da tempo rinunciato a ribellarsi alla propria infelicità, restano troppo disorientate di fronte a tanto coraggio che dimostri nel seguire quello che ti dice il tuo istinto, il tuo cuore e la tua intelligenza .
Queste persone, più ombre di sè stesse che altro, riescono solo a prendere le distanze da tutto questo, perché è così lontano anni luce dalla mediocrità della loro vita, che ne sarebbero sconvolti solo se in ciò intravedessero un barlume, anche se minimo, di una possibilità di fuga dalla loro condizione. E allora, con malcelato disappunto, e con altrettanta malcelata disassociazione, si vestono di falsi e acerbi sorrisi di circostanza di cui potrebbero graziarci.
Ma io, che ti conosco più di ogni altra persona al mondo, tel’ ho ripetuto tante volte con assoluta certezza: tu sei come quel tipo di cui ci parlarono, che con la destra sembrava giocare e cercare solo avventure ed emozioni, ma con la sinistra metteva da parte, dietro di sè, una serie invidiabile e ineguagliabile di brillanti abilità, di esperienze e di qualificazioni, che al momento voluto tirò fuori, spendendole con successo nell’ opportunità più interessante della sua vita, rendendo chiaro agli scettici il meraviglioso puzzle, in cui nel frattempo aveva inserito centinaia di tessere preziose.
Per questo motivo mi hanno colpito, commossa e reso particolarmente orgogliosa gli apprezzamenti sinceri resi dal Sindaco di Pontedera e dall’ Assessore al Turismo nella Conferenza stampa di presentazione del tuo evento e nella bella cerimonia organizzata per la partenza a Capo Nord.
Perché ne ho percepito tutto il significato di chi, giovane tra i giovani, ha ben compreso il senso e il significato profondo della tua inziativa, animata da tanto entusiasmo e vitalità e da passioni sane.
Ed è stato un bel segnale, di un’ Amministrazione giovane, aperta ad accogliere le iniziative di due giovani, un’ iniziativa di cui è stata sottolinenata l’ importanza, in quanto affonda le sue radici nei valori culturali, sociali ed economici del passato, ma anche del presente della città di Pontedera.
Un gran bel segnale, questo scendere in piazza dei rappresentati delle istituzioni a fare festa fra le gente, per un evento carico di significati per la gente, soprattutto in questo difficile momento storico che viviamo, in cui le persone sembrano allontanarsi da chi gestisce la cosa pubblica, perchè non si sentono sufficientemente rappresentate nei loro bisogni.
Sono queste persone che fanno la differenza e che alimentano la nostra speranza e la nostra voglia di collaborare con le istituzioni per costruire un futuro migliore.
Buona strada Filippo, sai che sarò sempre dalla tua parte!!!
Che madre…grande ci siete quasi…daiiiiii!!!!
io spero di vederti e stringerti al ritorno…forzaaaa! ti seguooooo